Studio AIFA Inhixa Covid-19
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Covid-19: AIFA ha autorizzato lo studio su Inhixa®

Milano, 9 aprile 2020 – L’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ha autorizzato oggi l’avvio dello studio multicentrico INHIXACOVID19, che prevede l’impiego del biosimilare di enoxaparina sodica (Inhixa®) nel trattamento dei pazienti con quadro

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Covid-19: studio Covid-19 enoxaparina sodica
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COVID-19: UN FARMACO RACCOMANDATO DALL’OMS

Milano, 18 marzo 2020 – Non solo aiuti concreti in termini di forniture mediche e personale sanitario esperto nella gestione dell’emergenza coronavirus: dalla Cina arrivano anche notizie incoraggianti che potrebbero aprire nuovi scenari sul fronte

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Sbarca in Italia la prima big pharma cinese

Repubblica Techdow Pharma, questo il nome, è leader mondiale nella produzione di eparine (anticoagulanti) e la prima multinazionale orientale ad aver ottenuto l’autorizzazione alla vendita dei propri farmaci sul mercato

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Enoxaparina, un farmaco di vitale importanza nel Covid-19

Andrea Stella Solo tre mesi fa la maggior parte di noi si sareb- be chiesta perché condurre uno studio clinico su enoxaparina nella malattia Covid-19, ancora così insufficienti le informazioni sulle caratteristiche anatomopatologiche della malattia provocata dal Covid-19. Da una parte, durante l’esplosione della pandemia da Covid-19, abbiamo acquisito nuove informazioni sull’azione dell’eparina, che comple- tano quanto era già in nostra conoscenza: azione antitrombotica, antinfiammatoria e quindi antivi- rale. Dall’altra abbiamo studi anatomopatologici che definiscono il tropismo endoteliale del SARS- Cov-2, accompagnato da complicazioni tromboti- che vascolari determinanti la assoluta gravità delle forme più avanzate della malattia. Scarica PDF per leggere tutto l’articolo

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Studio AIFA Inhixa Covid-19

Covid-19: AIFA ha autorizzato lo studio su Inhixa®

Milano, 9 aprile 2020 – L’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ha autorizzato oggi l’avvio dello studio multicentrico INHIXACOVID19, che prevede l’impiego del biosimilare di enoxaparina sodica (Inhixa®) nel trattamento dei pazienti con quadro clinico moderato o severo. La sperimentazione valuterà la sicurezza e l’efficacia dell’anticoagulante, somministrato a diversi dosaggi, nel migliorare il decorso della malattia. Ai 14 centri italiani coinvolti nello studio[1] il farmaco sarà fornito gratuitamente dall’azienda Techdow Pharma, filiale italiana della Shenzhen Hepalink Pharmaceutical Group. Enoxaparina sodica è un’eparina a basso peso molecolare con un’elevata azione antitrombotica che ne fa, ad oggi, uno degli anticoagulanti più utilizzati per la prevenzione e la terapia delle tromboembolie venose (TEV) e arteriose nei soggetti sottoposti a intervento chirurgico o allettati. Tutti i 300 pazienti ammessi alla sperimentazione riceveranno enoxaparina biosimilare per via sottocutanea (Inhixa® ) in mono-somministrazione giornaliera: un gruppo di 100 pazienti con dose di profilassi pari a 4.000 U.I. e un gruppo di 200 con dosi terapeutiche intermedie di 6.000, 8.000 o 10.000 U.I., in base alla massa corporea. Lo studio sarà coordinato dal professor Pierluigi Viale, Ordinario di Malattie Infettive dell’Università di Bologna e Direttore dell’Unità Operativa Malattie Infettive del Policlinico Sant’Orsola-Malpighi. Il protocollo della sperimentazione è stato presentato all’AIFA da un gruppo di lavoro composto anche da Benilde Cosmi, Maddalena Giannella, Maria Carla Re, Filippo Drago, Andrea Stella e Li Li. Le alterazioni della coagulazione e le complicazioni trombotiche nei pazienti Covid-19 hanno un ruolo significativo in termini di incidenza e di rilevanza clinica, rappresentando una delle più importanti variabili associate a mortalità. Non a caso, già lo scorso gennaio, l’Organizzazione Mondiale della Sanità[2] ha raccomandato di prevenire il tromboembolismo venoso nei soggetti infetti da SARS-CoV-2 ricorrendo alla somministrazione sottocute di eparina, preferibilmente a basso peso molecolare. L’insorgenza di eventi trombotici nei pazienti Covid-19 anche in corso di profilassi alla dose standard di 4.000 U.I. dimostra tuttavia come tale dosaggio non metta sempre al riparo dalle complicanze. Alla luce delle evidenze scientifiche raccolte finora e dei risultati incoraggianti che provengono dagli studi svolti in Cina, sia in vitro sia sui pazienti, è nata l’idea di promuovere una sperimentazione anche in Italia impiegando, a scopo terapeutico, un dosaggio medio-alto del farmaco. I dati che giungono dall’Oriente suggeriscono un ruolo di Inhixa® nel limitare l’azione patogena del virus . L’eparina ha una struttura molto simile all’eparan solfato, molecola presente sulla superficie cellulare del nostro organismo e usata dal SARS-CoV-2 per aderire alla cellula, prima di entrarvi e liberare all’interno sostanze tossiche chiamate citochine. L’anticoagulante attrae il virus che si attacca alla molecola del farmaco: il virus viene così “ingannato” e, anziché aggredire le cellule sane, aggredisce l’eparina. A conferma di ciò, i test cinesi effettuati da Techdow mostrano in vitro l’efficacia antivirale di Inhixa®,associata alla capacità di interferire altresì con la “tempesta citochinica” che caratterizza la fase iper-infiammatoria della malattia, che è quella più pericolosa per il paziente. “Un altro importante tassello del nostro armamentario terapeutico verso Covid-19 entra nella fase di sperimentazione clinica, quanto mai necessaria per capirne al meglio il ruolo e l’applicabilità”, dichiara il professor Pierluigi Viale, coordinatore dello studio. “Siamo grati ad AIFA per questa celere approvazione, che consentirà ai centri coinvolti di iniziare a lavorare per dimostrare il razionale di questa ipotesi scientifica. Abbiamo necessità di acquisire rapidamente evidenze e pertanto dobbiamo lavorare all’interno di trial clinici, associando alle nostre intuizioni e speranze il necessario rigore metodologico”. “La terapia dell’infezione da COVID-19 con enoxaparina ha una solida base scientifica e un razionale dimostrato con prove precliniche e studi preliminari sull’uomo”, commenta il professor Filippo Drago, Direttore dell’Unità Operativa di Farmacologia Clinica presso l’AOU Policlinico Vittorio Emanuele di Catania. “A differenza di altri farmaci utilizzati in off-label, enoxaparina presenta un rapporto beneficio/rischio comunque favorevole poiché la sua efficacia contro i fenomeni tromboembolici in questi pazienti è superiore agli eventuali effetti avversi. Infine, l’uso di enoxaparina è fortemente consigliato in pazienti Covid-19 che assumono antiretrovirali, per l’elevato rischio emorragico derivante dalla loro interazione con farmaci anticoagulanti orali (NAO)”.   [1] Azienda Ospedaliero-Universitaria Sant’Orsola-Malpighi di Bologna, Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma, Azienda Ospedaliero-Universitaria Policlinico V. Emanuele di Catania, ASST Spedali Civili di Brescia, Fondazione Poliambulanza di Brescia, Azienda Ospedaliero-Universitaria Integrata di Verona, Ospedale Amedeo di Savoia di Torino, Azienda Ospedaliera San Carlo di Potenza, Unità Operativa Complessa Malattie infettive di Rimini e Forlì/Cesena dell’Ausl Romagna, Policlinico di Modena, IRCCS Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo (FG), Ospedale San Raffaele di Milano, ASST Cremona, Policlinico Universitario Gemelli di Roma. [2] WHO, “Clinical management of severe acute respiratory infection when novel coronavirus (2019-nCoV) infection is suspected. Interim guidance”, 28 January 2020, https://www.who.int/publications-detail/clinical-management-of-severe-acute-respiratory-infection-when-novel-coronavirus-(ncov)-infection-is-suspected.

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Covid-19: studio Covid-19 enoxaparina sodica

COVID-19: UN FARMACO RACCOMANDATO DALL’OMS

Milano, 18 marzo 2020 – Non solo aiuti concreti in termini di forniture mediche e personale sanitario esperto nella gestione dell’emergenza coronavirus: dalla Cina arrivano anche notizie incoraggianti che potrebbero aprire nuovi scenari sul fronte terapeutico e offrire una speranza di cura. Studi in vitro condotti da un gruppo di ricercatori cinesi hanno rivelato che il virus SARS-CoV-2 sembra scomparire a contatto con elevate concentrazioni di enoxaparina sodica, un anticoagulante fra i più utilizzati per la prevenzione del tromboembolismo venoso. L’interessante scoperta ha indotto gli scienziati cinesi ad avviare studi clinici, somministrando un alto dosaggio del principio attivo a pazienti colpiti da Covid-19, e i risultati preliminari sembrano molto promettenti. Hepalink Group, leader mondiale nella produzione di eparine, ha infatti iniziato due trial clinici in Shenzhen No. 3 presso il People’s Hospital e presso il Concord Hospital legato al Tongji Medical School, all’interno del complesso universitario Middle China Science & Technology University, volti a confermare e ad approfondire i dati. A fronte di queste importanti evidenze scientifiche, l’azienda Techdow – controllata italiana di Hepalink – sta attualmente dialogando con l’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) per far partire anche in Italia una sperimentazione clinica, con l’obiettivo di verificare l’efficacia di enoxaparina nell’eliminazione del virus SARS-CoV-2 e testare sul campo i risultati che ci arrivano dalla Cina. L’enoxaparina sodica è un’eparina a basso peso molecolare, dotata di una spiccata attività antitrombotica. Per la sua efficacia anticoagulante, è autorizzata e di norma impiegata nella profilassi della tromboembolia venosa (TEV), in particolare nei pazienti sottoposti a chirurgia o a rischio di sviluppare coaguli perché costretti a letto da una malattia. Negli ultimi anni, numerose prove scientifiche hanno confermato il ruolo dell’eparina anche in caso di infezione da Covid-19, per ridurre la mortalità dovuta a fenomeni tromboembolici, tutt’altro che infrequenti nei pazienti colpiti dal virus: durante i processi infiammatori tipici delle infezioni virali è stato infatti rilevato lo sviluppo di una trombosi diffusa nei polmoni e, nei casi più gravi, anche in altri organi vitali, con seri rischi per la vita. Non a caso, l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) nelle sue recenti Raccomandazioni per migliorare la gestione clinica delle infezioni respiratorie acute severe (SARS), quando si sospetta siano causate dal nuovo coronavirus, esorta a prevenire una complicanza come il tromboembolismo venoso negli adulti e negli adolescenti ospedalizzati ricorrendo, in assenza di controindicazioni, alla somministrazione sottocute di eparina, preferibilmente a basso peso molecolare[1]. Ora l’utilità del noto anticoagulante sembra andare oltre, poiché dal lontano Oriente giungono dati che suggeriscono un suo ruolo sul meccanismo stesso di azione del virus: mettendo a contatto in vitro l’enoxaparina sodica in concentrazione elevata con il nuovo coronavirus, il principio attivo sembra determinare una significativa riduzione dell’agente patogeno, che si legherebbe all’eparina invece di attaccare le cellule dell’organismo: l’eparina è infatti caratterizzata da una struttura molecolare simile a quella del sito della parete cellulare a cui aderisce il SARS-CoV-2 prima di penetrare nella cellula. Dati così incoraggianti hanno spinto i ricercatori cinesi ad avviare alcune sperimentazioni cliniche direttamente su pazienti infettati, utilizzando il farmaco per contrastare il virus, a dosaggi superiori a quelli usati per la profilassi e sino alla riduzione dei marker infiammatori e alla negativizzazione dei test. “Sulla base di questi significativi risultati – spiega il professor Andrea Stella, Scientific Advisor di Techdow Pharma Italy – Techdow è ora in fase di discussione con AIFA e intende mettere a disposizione le proprie competenze scientifiche per promuovere anche in Italia uno studio clinico sull’uso sperimentale di enoxaparina sodica nei pazienti affetti dal nuovo coronavirus, prevedendo l’impiego di un dosaggio del farmaco più alto rispetto a quello utilizzato di norma per la profilassi del tromboembolismo venoso. L’auspicio è che enoxaparina possa confermare la propria efficacia nell’indebolire il virus, offrendo così una nuova potenziale arma nella lotta alla temibile infezione da Covid-19”.   Ufficio stampa: Francesca Alibrandi, cell. 335 8368826, f.alibrandi@vrelations.it Antonella Martucci, cell. 340 6775463, a.martucci@vrelations.it [1] WHO, “Clinical management of severe acute respiratory infection when novel coronavirus (2019-nCoV) infection is suspected. Interim guidance”, 28 January 2020, https://www.who.int/publications-detail/clinical-management-of-severe-acute-respiratory-infection-when-novel-coronavirus-(ncov)-infection-is-suspected.

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L’industria farmaceutica cinese sbarca in Italia (e sarà una rivoluzione)

Linkiesta Mancava la farmaceutica, è arrivata pure quella. I cinesi stanno entrando ufficialmente nel mercato farma italiano. Protagonista di questa operazione è Techdow Pharma, colosso pharma con sede a Shenzhen – un tempo opificio del mondo, oggi hub cinese della ricerca scientifica – che è tutto fuorché una start up: parliamo del primo produttore al mondo di eparine (100 milioni di siringhe pre-riempite ogni anno), che fornisce i propri principi attivi anche a note Big Pharma occidentali e ha ottenuto le certificazioni GMP (Good Manufacturing Practices) in USA, Europa, Australia, Brasile e Cina. In Italia, l’azienda arriverà con la prima enoxaparina sodica biosimilare. Se non le avete mai sentite nominare, le eparine, è del tutto normale: si tratta di farmaci che spesso vengono somministrati direttamente in ospedale, soprattutto nei decorsi post-operatori, per prevenire il rischio di trombi ed embolie venose, che in assenza di anti-coagulanti come questo avrebbero un’incidenza molto elevata, soprattutto dopo interventi ortopedici: «In assenza di profilassi, il rischio di trombosi venosa profonda in seguito a interventi di chirurgia ortopedica maggiore è compreso tra il 39 e il 47% e il rischio di embolia polmonare tra l’1 e il 6%». Ecco perché per il Servizio Sanitario Nazionale – che per l’enoxaparina spende ogni anno 250 milioni di euro – è un farmaco essenziale. Ecco perché i cinesi vogliono penetrare questo mercato. Novità nella novità, lo fanno con un farmaco biologico – prodotto a partire da colture di cellule viventi ma soprattutto con un farmaco cosiddetto “biosimilare”, di fatto una versione “alternativa” di un farmaco biologico già autorizzato per uso clinico, che però ha perso la copertura brevettuale: alla scadenza del brevetto, può essere commercializzato il farmaco biosimilare, che è sovrapponibile per caratteristiche fisico-chimiche, efficacia clinica e sicurezza ma ha un costo inferiore. Leggi »

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Sbarca in Italia la prima big pharma cinese

Repubblica Techdow Pharma, questo il nome, è leader mondiale nella produzione di eparine (anticoagulanti) e la prima multinazionale orientale ad aver ottenuto l’autorizzazione alla vendita dei propri farmaci sul mercato europeo, oltre a conquistare le certificazioni di best practice un mercato dove sicurezza del prodotto e responsabilità sono tutto. Leggi »

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LA PRIMA BIG PHARMA CINESE SBARCA IN ITALIA ED INVESTE 25 MILIONI DI EURO

Il Sole 24Ore  – Milano, 18 ottobre Dopo Polonia, Regno Unito e Germania, Techdow Pharma – costola commerciale del gruppo farmaceutico cinese Hepalink – si prepara a sbarcare anche in Italia, inizialmente per distribuire il primo farmaco biosimilare dell’enoxaparina sodica (un anticoagulante per le malattie tromboemboliche), ma con in programma una pipeline di prodotti innovativi in ambiti terapeutici come oncologia, malattie cardiovascolari e diabete, oltre a future acquisizioni. Leggi su Il Sole 24 Ore  »

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